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Arisa torna a parlare dello scontro contro Mara Maionchi, ecco le sue parole

Un periodo decisamente movimentato per X Factor, il talent in onda su Sky Uno che, di settimana in settimana, attira l’attenzione per alcune polemiche.

Dopo gli ascolti per niente soddisfacenti, i più bassi degli ultimi sette anni, il battibecco tra Sfera Ebbasta e Radio Zeta (il cui epilogo è recuperabile qui) e le frecciatine dell’ex giudice Morgan, che ha confermato come sia tutto manipolato dagli autori, qualche giorno fa vi avevamo riportato lo sconto tra Mara Maionchi e Arisa.

Come ricorderete, la Maionchi, durante il giudizio riservato ad un concorrente, aveva tirato in ballo la canzone “La Notte” di Arisa, definendola “una canzone perfetta per una donna depressa”.

L’uscita non era ovviamente sfuggita alla diretta interessata, che, tramite il suo profilo Instagram, si era così sfogata:

Mara Maionchi dice: “la notte, una canzone perfetta per una donna depressa”. Siamo tutti depressi allora, visto che è una canzone che vive nel cuore di tutti. Non è detto che le persone di una certa età possano permettersi di dire quello che vogliono solo perché hanno un microfono davanti. La Notte è una canzone che analizza il dolore e lo sconfigge attraverso una nitida speranza: “la vità continuerà”.

Io, noi, non siamo depressi. Siamo persone non superficiali. Il dolore a volte è necessario per crescere e apprezzare di più la gioia. Questi commenti non me li aspetto da te. Sei una madre, e io potrei essere tua figlia. Datti una regolata, e fai attenzione ai testi delle canzoni prima di parlarne. Buon lavoro. E grazie sempre per il disturbo, mio.

A distanza di qualche giorno, la cantante è tornata oggi sull’argomento e, sempre tramite il suo profilo Instagram, ha voluto riprendere il discorso:

Ho deciso di non farmi scalfire più dall’assenza di tatto che talvolta alcune persone pubbliche mostrano nei miei confronti. Io me ne sto per i fatti miei ma sembra sempre che il mio solo esistere infastidisca. Non vorrei che questo sembrasse un delirio di onnipotenza né il frutto di manie persecutorie. Sono una persona sana di corpo e di mente felice e grate per tanto me ne tiro fuori.

Ma che sia chiaro a tutti: l’offesa non può rientrare nella sfera dei giudizi personali. Altrimenti gli haters sarebbero solo delle persone che esprimono il loro giudizio personale e sia lecito e gradito che lo facciano, invece no… I leoni da tastiera in fondo sono anche vittime di una società che gli fa credere che valga tutto, che si possa dire tutto, che le parole non abbiano più un peso. Non è un bell’ esempio.

E ancora:

Io per prima ho sbagliato tante volte nei confronti di chi stava dall’altra parte del vetro e chiedo scusa ancora una volta adesso e per sempre. Ero troppo giovane e inesperta per capire la responsabilità che avevo. La cultura popolare è nelle mani di chi ha una voce amplificata, nelle mani di chi ha uno spazio per esprimere la sua idea. Le idee devono essere di costruzione, di crescita, di consiglio e guarigione, di sviluppo, d’incoraggiamento. Non di etichetta, incurante e spietata.

Per poi concludere:

La depressione è una cosa seria, la malattia pure. Delicatezza, onestà e rispetto sono le parole chiave da ripetere al mattino per affrontare il nuovo giorno, ed ogni giorno a venire. Se vogliamo vivere in un mondo migliore ed educare le menti alla bellezza, in tutti i sensi bisogna cambiare i codici di comunicazione e puntare alla pace

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