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Barbara Palombelli pubblica un’autobiografia in cui parla della figlia Serena e della sua famiglia biologica

Uno dei momenti cruciali della quarta puntata di Grande Fratello, andata in onda ieri sera, è stato sicuramente quello in cui Barbara d’Urso ha annunciato all’inquilina della Casa Serena Rutelli, figlia adottiva di Barbara Palombelli e di Francesco Rutelli, di aver ricevuto una lettera da parte della sua madre biologica (qui il testo delle missiva).

Proprio in queste ore, il Corriere della Sera ha fatto sapere che la conduttrice di Forum e di Stasera Italia ha scritto un’autobiografia in cui racconta anche dell’adozione di Serena e di sua sorella Monica, abbandonate dai genitori naturali quando la prima aveva 3 anni.

In Mai Fermarsi, in uscita il 14 maggio per Rizzoli, la giornalista – allora già madre di Giorgio e Cisco, quest’ultimo adottato dall’Ecuador – parla del primo momento in cui ha incontrato le due bambine, in una casa famiglia di suore a Roma, nel 2000:

Non voglio pensare alla burocrazia, voglio portarle al luna park, è un loro desiderio. Già salire sulla mia macchina — a loro — sembra una festa. Le loro risposte sono commoventi e agghiaccianti allo stesso tempo: hanno dieci e sette anni, ma non hanno mai festeggiato un compleanno, mai un Natale in famiglia, mai visto il mare, mai un film, mai un ascensore, mai uscite con il buio, mai frequentato un fast food, mai fatto uno sport.

E aggiunge:


Al luna park Monica era scoppiata in un pianto disperato solo perché la sorella si era separata da lei per salire sul trenino del lago.

Poi rivela un particolare agghiacciante sul padre biologico:

La storia va tenuta segreta, segretissima. Il padre biologico, un uomo violento e pericoloso, allora girava ancora per la città. Potremmo incontrarlo, lui o uno dei suoi amici malavitosi, le ragazze ne hanno il terrore. Non devono uscire foto sui giornali, nessuno deve sapere.

Quindi, torna a raccontare delle difficoltà della burocrazia:

Io non sono ancora nessuno, per le piccole. Francesco sfida alle elezioni politiche Silvio Berlusconi e io combatto per non essere come minimo arrestata per sottrazione di minori. Guido pianissimo, quando sono con loro cerco di essere prudente come mai. (…) Sono stati mesi terribili: portare in giro due ragazzine che non hanno il tuo cognome e senza un pezzo di carta che ti autorizzi è un’impresa durissima. E rischiosa: in caso di incidente, di allergia o di una banale infezione, i genitori biologici — all’epoca ancora titolari della patria potestà, incredibilmente non decaduta dopo anni di abbandono e di istituto — avrebbero potuto rivalersi su di noi.

E non è finita qui perché il padre biologico, nonostante la sua pericolosità, – racconta la signora di Rete 4 – disponeva ancora della patria potestà:

Il tribunale, che aveva più volte messo sotto processo il padre biologico per violenze fisiche e altri reati, condannandolo a sei anni in via definitiva, non faceva decadere la patria potestà nonostante gli ormai tre anni di distacco dalle piccole. Senza la dichiarazione dello stato d’abbandono, nessun minore può diventare adottabile. E lui, che non era in carcere (…) continuava a vagabondare. Le ultime parole che aveva pronunciato all’indirizzo delle suore e che le bambine avevano sentito benissimo erano state gridate: “Un giorno tornerò e vi ucciderò tutte”. 
Ogni tanto Serena continuava a chiedermi: “Non è che un giorno ci trova?”

Questo non accadrà, poiché il diretto interessato morirà prima, a causa della tubercolosi. Fino ad allora, la Palombelli ammette di non aver mai potuto portare le figlie tra la folla.

Insomma, la conduttrice Mediaset – impegnata 5 giorni su 7 in tv, con tre trasmissioni quotidiane in diretta – ha anche trovato il tempo di scrivere un libro, che verrà pubblicato esattamente durante il periodo di trasmissione del reality di Barbara d’Urso in cui la figlia si è già guadagnata un ruolo da protagonista…

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