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Ecco perché si sta parlando molto di Britney Spears in questi giorni: cos’è il #FreeBritney?

#FreeBritney

Britney Spears e tutta la sua famiglia sono balzati agli onori delle cronache dopo l’uscita di Framing Britney Spears, il documentario che racconta la vita della famosissima cantante americana, dagli esordi fino al grande successo, dalla sua crisi del 2007 fino alle vicende legali che hanno ad oggetto la controversa tutela legale e finanziaria della famosissima cantante americana in mano al padre Jamie.

Anche il fidanzato di Britney Spears, l’iraniano Sam Asghari ha espresso dure parole contro il padre di lei, accusandolo di controllarla in maniera ossessiva. Ecco le sue dichiarazioni su People:

“Adesso credo che sia importante che le persone capiscano che ho zero rispetto per qualcuno che cerca di controllare la nostra relazione e che piazza costantemente degli ostacoli sul nostro percorso. Secondo me Jamie è un co***e.”

Fonte biccy.it

In Framing Britney Spears viene ben evidenziato dalla regista, Samantha Stark, lo stato quasi di prigionia in cui lei si trova:

“Il fatto è che non puoi chiedere a Britney se ha bisogno di aiuto perché il tutore di Britney può limitare le sue visite, può farla controllare dalla sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Se chiami l’addetto stampa o il manager di Britney non otterrai un colloquio.”

Sul web, intanto, si è creato un movimento – “#FreeBritney – in supporto della cantante di “Gimme More”, promosso anche da volti molto noti del mondo dello spettacolo e del cinema: secondo il movimento “Free Britney” l’ex lolita del pop sarebbe ostaggio di un padre che la controlla, per questo motivo si richiede un intervento per salvarla.

Da Sarah Jessica Parker a Courtney Love, da Kacey Musgraves e Hayley Williams sono arrivate manifestazioni di solidarietà verso la cantante.

La triste condizione di Britney Spears ha toccato le sensibilità dei fan anche oltreoceano: in particolare, è Chiara Ferragni ad aver espresso grande solidarietà alla cantante, invitando tutti i suoi followers ad interessarsi alla vicenda, a seguire il documentario sulla sua vita e, soprattutto, a sostenere il movimento “Free Britney”:

“Ieri sera ho visto il documentario su Britney Spears e… povera ragazza. È stata sfruttata per tutta la sua vita. Però la cosa è ancora più triste perché la sua famiglia, anziché tutelare il suo interesse, pensa solo a sfruttarla ancora e ancora. Spero che possa trovare presto giustizia. Guardate quel documentario.”

Già l’estate scorsa Chiara Ferragni si era detta perplessa per lo status di conservatorship (una specie di amministrazione di sostegno o di tutore legale a tutela di un soggetto incapace) imposto a Britney Spears:

“Se Britney Spears è un soggetto incapace, perchè ha lavorato così tanto negli ultimi anni, pubblicando 4 album, facendo 3 tour mondiali, decine di performance in tv, facendo la giudice ad X Factor? Poi, però, non può avere figli, sposarsi, guidare l’auto, lasciare la sua casa, avere diritto ad un avvocato, parlare pubblicamente della tutela del padre, utilizzare un telefono senza che questo sia monitorato, contattare amici senza controlli?”

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