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Il Codacons non molla i Ferragnez: pronta la diffida per i vertici Rai per la messa in onda del documentario di Chiara Ferragni

Codacons diffida Rai per messa in onda Fenomeno Ferragni

Sembra che il Codacons non sia intenzionato a dare pace a Chiara Ferragni. L’associazione dei consumatori, infatti, avrebbe fatto un’altra mossa sulla scacchiera della lotta contro le presunte ingiustizie ai danni dei consumatori. Quale?

Stando a quando riportato da La Stampa, il Codacons avrebbe diffidato i vertici Rai dal mandare in onda Fenomeno Ferragni, lo speciale sull’imprenditrice digitale programmato per stasera su Rai 2. Sul sito leggiamo:

Con una diffida urgente inviata ai vertici Rai, all’Agcom e alla Commissione di Vigilanza, il Codacons chiede di bloccare la messa in onda su Rai2 del documentario «Chiara Ferragni – Unposted» […] Pena azioni legali contro la rete.

fonte: lastampa.it

Il format prevede la messa in onda del docufilm Chiara Ferragni – Unposted con un’intervista che Chiara ha rilasciato a Simona Ventura. Ma perché sarebbe già pronta un’azione legale da parte del Codacons? Sul sito de La Stampa leggiamo:

Il documentario, come sottolineato dalla totalità dei critici, non è una opera cinematografica né artistica. Ma solo un mega spot pubblicitario di carattere commerciale in favore di Chiara Ferragni e della sua attività imprenditoriale. Una pubblicità continua della durata di 80 minuti che la Rai, essendo servizio pubblico, non può in alcun modo trasmettere, perché rischia di veicolare un messaggio di carattere commerciale a danno degli spettatori, peraltro diseducativo

fonte: lastampa.it

Seguono altre motivazioni che il Codacons avrebbe dato per questa drastica scelta:

Si tratterebbe di una forma di pubblicità occulta all’impresa commerciale della Ferragni e ad altre società. Questo se la Rai dovesse mostrare stasera in video i prodotti o i marchi che l’influencer notoriamente pubblicizza. A volte utilizzando anche l’immagine del proprio figlio. La Rai è finanziata dai cittadini attraverso il pagamento del canone. Il servizio pubblico deve sottostare a regole di correttezza in tema di informazione e di propaganda. Trasmettere quello che i critici hanno definito “un film di propaganda nordcoreano” violerebbe le più basilari norme del servizio pubblico. E darebbe il via a inevitabili azioni legali contro la rete per i danni prodotti agli utenti finanziatori dell’azienda.

fonte: lastampa.it

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