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Coronavirus, Maria De Filippi: “Non so come rimodulare C’è Posta per Te”

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Maria De Filippi ha spiegato come il Coronavirus abbia stravolto il suo modo di fare tv. La rimodulazione dei palinsesti di Mediaset ha travolto, in primis, Uomini e Donne. Il dating show più fortunato di Canale 5 è stato momentaneamente sospeso assieme a tantissimi altri programmi d’intrattenimento.

E se Amici ce l’ha fatta ugualmente, seppur senza pubblico, riuscendo a concludere anche la fase serale (la finale verrà trasmessa venerdì 3 aprile in prima serata su Canale 5) quale sarà,invece, il destino di C’è posta per te? Cosa potrebbe mai seguire l’apertura della busta se non un abbraccio o un bacio?

Queste le parole di Queen Mary a riguardo:

La tv che faccio io ha sempre rispecchiato la realtà e dunque dovremo rimodularci: bisognerà dare più importanza alle parole e meno ai comportamenti e quello che diremo dovrà corrispondere ai sentimenti che manifestiamo.

La busta di C’è posta che si toglie e l’abbraccio si potranno ancora fare? Ora non lo so. Ma so che la tv deve corrispondere a quello che succede fuori, questo è il momento che viviamo e di conseguenza va pensato tutto diversamente

Infatti, le registrazioni di C’è Posta per te hanno spesso inizio nell’estate mentre il lavoro della redazione non si arresta mai. Resta, pertanto, da capire se è come sarà possibile rimodulare il people show dei sabato sera invernali più amato dagli italiani.

Maria De Filippi racconta la difficoltà nel condurre Amici

Maria De Filippi si racconta a cuore aperto ed ammette quanto sia stato difficile, per lei, prendere una decisione circa il da farsi con la 19esima edizione del suo talent show:

Una parte di me diceva di non voler andare in onda. È stato molto faticoso: passi il tempo a parlare di altro, aspetti il bollettino della protezione civile, sei circondata da cameraman con le mascherine, i ballerini tengono le distanze e non si toccano; e poi all’improvviso ti ritrovi a giudicare canzoni e quadri di danza. Non dico che l’ho vissuto con un senso di estraneità, ma sicuramente è stato qualcosa di profondamente diverso. Alla fine però d’accordo con Pier Silvio Berlusconi mi sono convinta che andare avanti era la scelta giusta: mi ha spiegato che per Mediaset era importante avere un’alternativa all’informazione, che c’era bisogno anche in tv di quella normalità che ci è venuta improvvisamente a mancare

Ed ancora:

I ragazzi non hanno percepito quanto a casa possono piacere o non piacere; non avevano il feedback delle reazioni del pubblico; quando cantano, quando discutono con la giuria, non hanno nessun applauso o segni di dissenso. E nel silenzio diventa tutto più drammatico. Erano più nudi e mi guardavano con un punto interrogativo: vado bene o fuori da qui non interessa a nessuno quello che stiamo facendo?

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