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Michele Bravi rompe il suo silenzio: “È cambiato tutto, spero di farcela”

Michele Bravi ha rotto il silenzio in cui si era ritirato negli ultimi mesi, dopo l’incidente che aveva causato la morte di una donna.

L’accusa, ufficialmente di omicidio stradale, era stata comunicata qualche tempo fa dalla Procura di Milano (ve ne avevamo parlato qui). A farci avere notizie di Michele ci aveva pensato il suo avvocato, che aveva parlato della situazione del ragazzo:

Sta molto male e il suo silenzio è proprio per rispettare le persone coinvolte.

Ora, in una lunga intervista al Corriere della Sera, il cantante ha parlato per la prima volta dopo quei tragici eventi dello scorso novembre, che hanno cambiato tutto:

È cambiato tutto perché è cambiato il mio modo di vedere le cose. Prima quello che mi capitava si divideva in modo binario: bene o male, bianco o nero, giusto o sbagliato. Ora è tutto diverso. Credo lo capisca chi ha vissuto una tragedia: le cose non le cataloghi, le accetti. Smetti di semplificare la realtà in due poli e vedi un mondo molto più complesso. Anche trovare un significato non ha più significato.

Non vorrei parlarne, non voglio rendere questa tragedia un momento di opinione pubblica. Dico solo che sono state fatte intendere tante cose sbagliate. La tragedia non è certo un titolo sensazionalistico e molto di quello che si è scritto è stato già smentito. Il male rischiava di essere una macchia d’olio, ma ho avuto la fortuna di avere tante persone che mi hanno stretto forte la mano.

Da qui, la scelta di un rispettoso silenzio:

Il rispetto per questa tragedia mi ha portato al silenzio. Tornare a parlare è strano: questa non è solo la mia storia. Non so. Sono sempre stato uno che parlava molto, il silenzio mi spaventava. Ho iniziato a scrivere canzoni proprio perché mi faceva così paura e preferivo riempirlo con le melodie che avevo in testa. Eppure sono stato mesi senza dire una parola…

Non mi sono nemmeno mai chiesto perché è successo a me. È una visione troppo ego-riferita. Solo, impari a convivere con il male. È come se avessi qualcosa davanti gli occhi per cui non vedi più le cose come prima. Anzi, quasi non mi ricordo più come era prima. È un altro mondo, un altro sistema di affrontare quello che succede. È un nuovo vocabolario a cui mi sto abituando ma che ancora non so articolare bene. Ora anche il silenzio per me ha un altro suono.

Fortunatamente, Michele ha avuto persone fidate al suo fianco che l’hanno supportato in questo difficile momento:

Non mi sono ritrovato da solo ed è stato il miracolo più grande. Ho scoperto di avere tanti porti sicuri che ignoravo. Quando dico che sono stato in silenzio è perché veramente non riuscivo… Non parlavo ma nemmeno sentivo più gli altri. Ero in un posto che non so descrivere e che spero di non rivedere più. Queste persone mi hanno fatto alzare dal letto, mi hanno portato da mangiare, fatto uscire di casa. Sono tornato un bambino e loro mi hanno rieducato a vivere.

Ho avuto la fortuna di essere portato per mano a fare psicoterapia. Senza quella, non sarei qua e se c’è un messaggio che posso dare è questo: non temere di farsi aiutare. Io ho avuto tanta luce attorno che mi ha spinto a mettere questo primo tassello per tornare al reale.

Alla domanda sul tornare a cantare, Bravi ha così replicato:

È ancora come se non lo avessi fatto. Tutto ha un peso diverso: anche come percepisco la mia voce è diverso.

E su un suo possibile ritorno?

Cosa significa tornare? Il mio modo di comunicare sarà necessariamente diverso. Non è giusto parlare di cambiamento perché di solito quello ha un decorso temporale: per me è stato tutto improvviso. Per questo mi è difficile parlare di ritorno: io non sono sparito, sono solo rimasto in silenzio.

I brutti momenti ci sono sempre, è una convivenza che devi imparare e io devo ancora assorbire molto. Spero di farcela. Oggi non so come sto. Ho imparato ad affrontare le cose giorno per giorno. Per me già pensare a domani è un tempo lunghissimo. Per me l’unica cosa è vivere il momento; è pericoloso parlare di quello che succederà.

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