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Michele Bravi torna a cantare, le sue parole al pubblico

Come vi avevamo anticipato qualche tempo fa, Michele Bravi, nella giornata di ieri 19 ottobre, è tornato in concerto al teatro San Babila di Milano. Un evento intimo, che ha segnato il suo definitivo ritorno sulle scene dopo la comparsata al concerto di Chiara Galiazzo sulle note del brano Grazie Di Tutto.

Come sicuramente ricorderete, Michele, a novembre 2018, era stato coinvolto in un brutto incidente stradale: rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio stradale, il prossimo 5 dicembre Michele dovrà affrontare l’udienza preliminare.

Da quel terribile giorno il cantante si era chiuso in un silenzio e aveva diradato le sue apparizioni in pubblico… Fino a ieri sera, appunto, quando è tornato sul palco nella prima delle quattro date sold-out:

Ho riflettuto molto in questi giorni sulla prima parola per iniziare tutto, la prima parola per ricominciare, la prima parola da dire in questo concerto. Così mi è venuta in mente la parola: nebbia. Quando si pensa alla nebbia subito tutti reagiscono come fosse un qualcosa di negativo. Invece a casa mia c’è una cosa si diceva ai bambini: ‘La nebbia è come avere un foglio di carta bianca, davanti agli occhi, a quel punto puoi disegnare tutto quello che vuoi un albero, una collina e aggiungere cose che non esistono’. Si può aggiungere l’irreale al reale. Così la vita mi ha insegnato a immaginare. Mi auguro possiate immergervi nella mia nebbia e nella mia e nella nostra immaginazione e vedere così, anche solo per la durata di un concerto, quello che ci immaginiamo. Buona nebbia a tutti!

E ha poi aggiunto:

Avevo paura di presentare questo concerto e creare la scaletta perché egoisticamente avevo pura di non riconoscermi. Quante paranoie mi sono fatto! Poi mi sono detto una cosa, normalmente c’è una sorta di reazione negativa quando qualcuno dice che si cantano canzoni d’amore e io le canto. Una mia amica tanto tempo fa mi aveva suggerito un disco dal titolo ‘Ho un problema con quella parola’. Io se dovessi fare un disco oggi lo intitolerei ‘Io ho un problema, quando la parola amore non c’è’. L’amore si manifesta in mille forme e ci circonda per imparare a riconoscerlo, perciò guardatelo bene negli occhi.

Poco tempo fa facendo zapping, ho ascoltato con attenzione una riflessione di una delle attrici che amo di più, Lella Costa, sulla grammatica italiana. C’è un modo irrazionale di vivere il tempo della grammatica: nel modo indicativo c’è il futuro semplice e anteriore, ci sono in sacco di forme per il passato e c’è un solo modo per vivere il presente. Uno è sufficiente, ci basta. Spero che questo possa essere il futuro e il ritorno al passato.

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