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Osvaldo Supino presenta “No Es No” e confessa: “Anche io ho avuto un Mark Caltagirone” [INTERVISTA]

In occasione dell’uscita del nuovo video “No Es No“, abbiamo parlato con Osvaldo Supino, uno degli artisti indipendenti italiani più premiati e acclamati all’estero.

Ciao Osvaldo, venerdì è uscito “No Es No”, il nuovo singolo estratto dal tuo quarto album di inediti intitolato “Sparks”. Ti va di raccontarci la genesi del brano?

La verità è che mi sono innamorato di questa canzone appena ho sentito la prima bozza. Sono uno molto curioso, mi piace moltissimo esplorare nella  musica e la maniera come il reggaeton è entrato nel pezzo mi ha convinto subito. È difficile non farsi contaminare dal mondo urbano… è praticamente ovunque! Ma il motivo per cui ho scelto “No Es No” è che non sono io a fare “il Maluma” ma sono delle influenze musicali che entrano nel pezzo senza sconvolgerlo, semplicemente arricchendolo.

Il videoclip che accompagna la canzone ha come fulcro un triangolo amoroso. Hai mai vissuto una situazione del genere?

Purtroppo più di una volta… sto lavorando per far approvare lo sport “metti anche tu le corna a Osvaldo Supino!”

“No Es No” è contenuto anche in “Luces”, il tuo primo album interamente in lingua spagnola. Quali sono i tuoi artisti di riferimento nel mondo latino?

Sicuramente Alejandro Sanz, anche se ha uno style apparentemente differente dal mio è colui che fin dal primo ascolto, molti anni fa, mi ha fatto nascere questo desiderio di cantare in Spagnolo. È da molto che pensavo di farlo, che ci provavo e che abbozzavo delle idee. Quando ho ascoltato i primi demo di questo disco sono state proprio le melodie a convincermi e cosi ho accettato la sfida.


Gli album “Sparks” e “Luces” sono stati anticipati da “Pick Me Up” (“Ven Por Mi” nella versione spagnola), un brano che ha parla de tuo rapporto con le app di dating. Ultimamente, soprattutto grazie alla televisione, siamo stati travolti da esempi non positivi relativi agli incontri online. Hai mai avuto qualche esperienza negativa alla “Mark Caltagirone”? Qualcuno ti ha mai scritto “Buona primavera”? 

Sparks” e “Luces” vogliono essere proprio un racconto onesto del mio momento, di ciò che sto vivendo adesso, e le dating app sicuramente hanno rivoluzionato i rapporti tra le persone. In verità anche io ho avuto un Mark Caltagirone qualche anno fa, che si chiamava proprio “Marco”. È successo nel 2010, e ammetto che era riuscito a convincermi della sua presenza. Per fortuna la cosa è durata solo qualche settimana, il mio però era un vero truffatore che poi mi ha creato molti problemi reali… non come il caso della Prati.

Ho notato che l’album “Sparks” è disponibile anche nel formato ‘musicassetta’. Ricordi la prima musicassetta che hai acquistato da bambino?

Ho scelto la musicassetta perché tutto il mondo visivo a cui mi sono ispirato unisce il moderno con il vintage, con i jeans, le polaroid e le musicassette appunto e quando ho ascoltato questo disco dalla musicassetta ha fatto davvero un effetto strano… ormai siamo abituati al suono completamente digitale… La prima musicassetta che ho avuto in realtà è stato un regalo arrivata con il Karaoke: era la base di un pezzo di Lucio Dalla. La prima che ho acquistato invece credo fosse di Giorgia.

Sono passati dieci anni dal tuo primo singolo inedito “Work That Body”. Hai in programma qualche progetto per festeggiare i tuoi primi dieci anni di carriera (contando appunto la pubblicazione di “Work That Body”)?

Questo nuovo disco in verità lo è, anche se inedito, è il mio modo di ringraziare chi c’era 10 anni fa, chi c’è ancora, e chi anche se non c’è più mi ha aiutato ad arrivare fin qui e a realizzare molti dei mie sogni. Sicuramente i live che arriveranno nei prossimi mesi saranno il fulcro di questo “party” e proprio per questo sul palco, oltre che alle nuove canzoni ci saranno anche molte “vecchie”.


In realtà già prima del 2009 hai avuto le prime soddisfazioni alle quale, successivamente, si sono aggiunti anche tanti riconoscimenti, soprattutto all’estero. Hai ancora qualche sogno nel cassetto? 

Ne ho tantissimi, tanti paesi da visitare, tanti obbiettivi da raggiungere, ma la maggior parte sono artistici. Lo so sembra strano detto oggi ma a me piace genuinamente cantare, fare musica, stare in studio, sul palco, giocare con i suoni, esibirmi… il successo e i numeri sono una conseguenza, non il mio obiettivo.

Dove potremo ascoltarti dal vivo questa estate? Ci sarà un tour legato alla promozione di “Sparks” e “Luces”?

Sono stato abituato a stare sempre sul palco d’estate ma quest’anno avendo pubblicato due dischi praticamente contemporaneamente, si sono aggiunti molti Paesi da visitare, molti impegni e molti progetti che non mi hanno dato praticamente modo di preparare lo spettacolo. I miei spettacoli sono sempre super curati in ogni dettaglio e devo avere il tempo che purtroppo in questi mesi non ho avuto. Voglio molto bene al mio pubblico e sento una grandissima responsabilità, perciò quest’anno ci sarà ancora un po’ da aspettare ma ne varrà la pena.

Grazie Osvaldo e in bocca al lupo per tutto!

grazie a voi e …viva il Lupo!

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