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Pippo Baudo commenta la televisione italiana e dice la sua su alcuni colleghi

Pippo Baudo è un mostro sacro della televisione italiana, nonché uno dei conduttori più amati e apprezzati dal pubblico. Se poco tempo fa aveva festeggiato ben 60 anni di carriera, lo storico volto Rai ha voluto oggi dire la sua sulla situazione attuale della tv e, intervistato dal Corriere della Sera, si è così espresso in merito:

È un periodo di crisi, non c’è varietà e ideazione di nuovi programmi. I palinsesti sono tutti uguali. È anche colpa dei reality e dei talent che condizionano le reti perché è più facile proporre elementi familiari per il pubblico piuttosto che rischiare con un programma ex novo. Aumentano i canali, aumentano i programmi, ma non aumentano le idee […] Non sopporto più i programmi di cucina in tv,  si mangia a tutte le ore e i programmi sono tutti uguali.

Sui conduttori più gettonati del momento, come Paolo Bonolis, Calo Conti, Maria De Filippi e Milly Carlucci, Baudo ha le idee chiare:

Tutti personaggi di carisma, che però si affezionano a programmi che vanno avanti per 10 e più stagioni. Una volta dopo due anni al massimo mi chiamavano e mi dicevano: guarda che il programma lo devi cambiare… Io eredi non ne voglio, né mi auguro che ci siano. Un conduttore deve avere caratteristiche fisiche, gestuali, vocali che siano proprie. Io arrivai ultimo, dopo Mike, Corrado e Tortora e quindi tentai in ogni modo di non somigliare a nessuno di loro. Mike faceva il quiz, Corrado il varietà, Tortora il giornalismo. Mancava la musica e io mi buttai lì con Settevoci.

Tra le sfide del pomeriggio, quella tra Lorella Cuccarini e Barbara d’Urso, entrambe sue ex vallette:

Lorella (Cuccarini, ndr) è quasi una mia parente, per lei ho un debole. Barbara d’Urso debuttò con me come valletta a Domenica In: diceva al massimo 10 parole, ora ne dice 10 milioni. Rimango meravigliato dalla sua capacità di creare dal nulla un discorso lunghissimo, che varia dalla commozione alla risata, una ricchezza degna di Paola Borboni e delle grandi attrici del passato.

Quando si pensa al Festival di Sanremo, impossibile non pensare a Pippo Baudo, che l’ha condotto per ben 13 edizioni. Quest’anno, com’è noto, sarà invece il turno di Amadeus:

Se lo merita, ha lavorato tantissimo, è una soddisfazione giusta. La difficoltà maggiore per lui sarà fare il direttore artistico perché adesso le canzoni hanno la scadenza come il latte, durano un mese, che significa che non hanno profondità. Oggi chi scrive come Modugno o Battisti?

Ma rivedremo mai Super Pippo in qualche programma?

Non ho nostalgia di avere un programma mio. L’età c’è: come potrei concorrere con la Balivo? E poi anche il pubblico mi rimprovererebbe questo attaccamento morboso alla tv. Quindi va bene così. E come diceva Marcello Marchesi: tutto è perduto tranne l’ospite d’onore. Le ospitate mi divertono, ma anche lì non devi esagerare, l’ospite fisso alla fine puzza come il pesce.

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