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Sostenitori di Trump creano il caos a Washington: tutto quello che c’è da sapere

USA assalto a Capitol Hill
fonte: web

Tristi e preoccupanti le immagini trasmesse ieri sera dalle edizioni straordinarie dei nostri TG in collegamento con gli USA. Una delle pagine più drammatiche della democrazia statunitense che ha visto un variegato stuolo di personaggi riversarsi a Washington per contestare la vittoria di Joe Biden alle presidenziali americane prendendo d’assalto Capitol Hill, sede del Congresso degli Stati Uniti d’America.

Tutto è iniziato in occasione della proclamazione di Joe Biden come nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, ma Donald Trump (in uscita) proprio ieri sarebbe tornato su temi cospirazionisti circa le votazioni. Trump avrebbe utilizzato tutte le piattaforme in suo possesso per ribadire quanto afferma dal giorno in cui ha perso le presidenziali. Ovvero che le elezioni sono truccate, che ci sono stati brogli nei voti. Così ieri avrebbe invitato tutti i suoi sostenitori a recarsi a Capitol Hill a Washington (senza contare che la città è in lockdown a causa del Covid-19) sede del congresso degli Stati Uniti d’America per impedire la proclamazione del nuovo presidente degli USA.

E i suoi sostenitori ci si sarebbero recati prendendola d’assalto. Come? Arrampicandosi, rompendo i vetri, scontrandosi con la polizia: insomma, una vera e propria insurrezione. Sul sito dell’ANSA si ha un primo bilancio di morti e feriti a causa dello scontro:

Oltre alla donna uccisa da colpi d’arma da fuoco esplosi da un agente del Campidoglio, altre tre persone sono morte per emergenze e complicazioni mediche. Sono stati colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia a uccidere Ashli Babbit durante le proteste. […] Si aggrava il bilancio delle vittime in seguito agli scontri avvenuti ieri durante l’assalto al Congresso americano da parte dei sostenitori di Donald Trump […] Sono 13 i feriti e 52 le persone arrestate, molte per violazione del coprifuoco […] Intanto il sindaco di Washington ha esteso l’emergenza pubblica per altri 15 giorni, fino al 21 gennaio, il giorno dopo l’insediamento di Joe Biden, appuntamento per il quale si temono nuovi forti tensioni. E, dopo il no di Camera e Senato alla prima obiezione sul voto in Arizona, il Congresso è tornato a riunirsi e sta ora esaminando e contando i certificati dei voti del collegio elettorale, Stato per Stato.

fonte: ansa.it

Joe Biden sarebbe intervenuto con un discorso, lanciando un appello a Trump e chiedendogli di invitare i suoi supporters ad arrendersi e di far vincere la democrazia. Appello che solo dopo diverso tempo Donald avrebbe accolto invitando i suoi proseliti a tornare a casa “in pace”, ma lasciando comunque un messaggio pericoloso. Queste le sue parole:

So che siete affranti. So che siete addolorati. Questa elezione ci è stata rubata. E’ stata un’elezione schiacciante, lo sanno tutti. Soprattutto dall’altra parte. Ma adesso dovete andare a casa. Ci deve essere pace. Dobbiamo rispettare la legge e l’ordine e dobbiamo rispettare le persone che rappresentano la legge e l’ordine. Non vogliamo che qualcuno si faccia male. E’ un periodo molto difficile, non c’è mai stato un momento come questo in cui accadesse una cosa del genere. In cui potessero togliere a noi, a me e alla nostra nazione. Questa è un’elezione fraudolenta. Ma non possiamo fare il loro gioco. Ci deve essere la pace. Quindi andate a casa, vi vogliamo bene. Siete molto speciali. Avete visto cos’è successo, vedete come vengono trattati gli altri che sono così cattivi e malvagi. So come vi sentite, ma andate a casa e fatelo in pace.

fonte: ansa.it

La condanna per l’istigazione di Trump sarebbe arrivata dalla maggior parte del mondo politico e non solo.

Chi sono gli insorti anti Biden, cittadini degli USA?

Le immagini degli insorti a Capitol Hill hanno lasciato tutto il mondo a bocca aperta. In molti, all’inizio, avevano pensato si trattasse di una nuova serie firmata Netflix. Invece corrisponde tutto a realtà. Fra questi insorti, moltissimi appartengono al movimento dei Proud Boys o al movimento dei Boogaloo. E ancora, complottisti come i seguaci che si ispirano a QAnon. L’ANSA ci spiega meglio di quali gruppi si trattino:

A tutte queste compagini estremiste, rimaste per decenni ai margini della vita sociale e politica americana, Trump nei suoi quattro anni alla Casa Bianca ha dato voce. E ora, in una delle pagine più drammatiche della democrazia statunitense, il giocattolo che tanto consenso elettorale ha portato al tycoon è esploso, finito fuori controllo.
I Proud Boys sono quelli che ad ogni occasione il presidente uscente chiama “patrioti”, ma che i rapporti dell’intelligence Usa definiscono da tempo come “un pericoloso gruppo della supremazia bianca“, un’organizzazione di stampo neofascista attiva non solo negli Stati Uniti ma anche in Canada. Il loro leader, Enrique Tarrio, è stato arrestato proprio nelle scorse ore a Washington e poi rilasciato. Il gruppo, molto attivo sui social, è stato bandito di recente da Facebook, Instagram, Twitter e YouTube con l’accusa di incitamento all’odio e alla violenza. Altro movimento di estrema destra vicino ai gruppi neonazisti è quello dei Boogaloo. Organizzato spesso in forma di milizia armata, i suoi leader farneticano di una seconda guerra civile americana. Alcuni gruppi legati ai Boogaloo sostengono anche che la nascita e lo sviluppo di movimenti come Black Lives Matter porterà ad una vera e propria guerra per la razza. Una delle ultime forme di lotta intraprese da diversi rami del movimento è stata quella contro le misure restrittive e i lockdown per combattere la pandemia.
Chi nega la pandemia sono coloro che si ispirano a QAnon, una teoria del complotto di estrema destra secondo la quale esisterebbe un’ipotetica trama segreta organizzata da un presunto ‘Deep State’. Poteri occulti che agirebbero contro Donald Trump e i suoi sostenitori.

fonte: ansa.it

Fra gli insorti di QAnon spicca la figura di Jake Angeli, aspirante attore ma sciamano del movimento. Durante l’attacco si è distinto per il suo travestimento da bufalo, con un cappello di pelliccia con tanto di corna.

fonte: adnkronos.it

L’aggressione all’inviato della Rai durante lo scontro negli USA, a Capitol Hill

Durante l’attacco a Capitol Hill, Antonio Di Bella, inviato di Rai News, è stato aggredito dai sostenitori di Trump. Uno degli insorti, in particolare, gli avrebbe intimato di andare via con queste parole:

Andatevene via, questa è casa nostra! Le vostre sono solo fake news!

fonte: fanpage.it

Il giornalista in quel momento capisce che non avrebbe potuto portare avanti il collegamento che, di fatto, è stato interrotto.

La polemica per il presunto favoreggiamento della polizia

In queste ore al centro della polemica ci è finita la polizia, accusata di aver aperto le transenne per far passare e far arrivare a Capitol Hill gli insorti. Adesso tutta l’opinione pubblica si chiede il perché di questo gesto. Non solo. Moltissimi operatori della polizia avrebbero fatto selfie con gli insorti, un atteggiamento molto diverso rispetto a quello assunto con le manifestazioni per il Black Lives Matter.

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